<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783837378636687341</id><updated>2011-09-09T06:25:23.758-07:00</updated><category term='Atualità'/><title type='text'>metropolitan thinking</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://metropolitanthinking.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783837378636687341/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://metropolitanthinking.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>[redazione metropolitanthinking]</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04224032655910779055</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>2</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783837378636687341.post-1796039122631342576</id><published>2010-12-13T01:33:00.000-08:00</published><updated>2010-12-13T01:40:33.298-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Atualità'/><title type='text'>Comunicazione &amp; Mass Media</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre,&lt;br /&gt;ma nell’avere nuovi occhi.&lt;br /&gt;&lt;span id="SPELLING_ERROR_0" class="blsp-spelling-error"&gt;Marcel&lt;/span&gt; Proust&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="SPELLING_ERROR_1" class="blsp-spelling-error"&gt;Introduzione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di affrontare l’argomento principe della mia tesina, ho deciso di proporre alcune riflessioni riguardo il concetto, spesso &lt;span id="SPELLING_ERROR_2" class="blsp-spelling-error"&gt;inflazionato&lt;/span&gt;, di progresso.&lt;br /&gt;Che &lt;span id="SPELLING_ERROR_3" class="blsp-spelling-error"&gt;cos&lt;/span&gt;’è il progresso, questo termine che ha avuto grande importanza nella storia dell’uomo ed è stato oggetto delle &lt;span id="SPELLING_ERROR_4" class="blsp-spelling-error"&gt;interpretazioni&lt;/span&gt; più disparate?&lt;br /&gt;Il progresso è il &lt;span id="SPELLING_ERROR_5" class="blsp-spelling-error"&gt;perfezionamento&lt;/span&gt; o &lt;span id="SPELLING_ERROR_6" class="blsp-spelling-error"&gt;miglioramento&lt;/span&gt; che, col passare del tempo, può avvenire in qualsiasi campo: economico, sociale, politico e letterario .&lt;br /&gt;Un esempio di progresso tecnologico alla massima potenza è &lt;span id="SPELLING_ERROR_7" class="blsp-spelling-error"&gt;rappresentato&lt;/span&gt; dalla nascita dei mass media.&lt;br /&gt;Gli esseri umani hanno elaborato un sistema complesso di &lt;span id="SPELLING_ERROR_8" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; che consente di trasferire mediante segni auditivi e visivi qualunque genere di &lt;span id="SPELLING_ERROR_9" class="blsp-spelling-error"&gt;informazione&lt;/span&gt;, fondata su sensi linguistici &lt;span id="SPELLING_ERROR_10" class="blsp-spelling-error"&gt;convenzionali&lt;/span&gt;, il cui significato deve essere noto sia all'emittente sia al ricevente, e mediante i quali si possono comunicare emozioni e sentimenti, &lt;span id="SPELLING_ERROR_11" class="blsp-spelling-error"&gt;informazioni&lt;/span&gt; pratiche e teoriche.&lt;br /&gt;L'origine della &lt;span id="SPELLING_ERROR_12" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; linguistica è da tempo oggetto di studio e sembra che già &lt;span id="SPELLING_ERROR_13" class="blsp-spelling-error"&gt;appartenesse&lt;/span&gt; all'uomo di Neanderthal.&lt;br /&gt;La grande varietà dei codici linguistici, che da allora sono stati prodotti, mostra la velocità di &lt;span id="SPELLING_ERROR_14" class="blsp-spelling-error"&gt;trasformazione&lt;/span&gt; della &lt;span id="SPELLING_ERROR_15" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; umana, nella quale alla forma verbale si è affiancata spesso anche una forma scritta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La televisione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho deciso di prendere in &lt;span id="SPELLING_ERROR_16" class="blsp-spelling-error"&gt;considerazione&lt;/span&gt; un particolare tipo di progresso che si è sviluppato in maniera &lt;span id="SPELLING_ERROR_17" class="blsp-spelling-error"&gt;esponenziale&lt;/span&gt; nell’ultimo &lt;span id="SPELLING_ERROR_18" class="blsp-spelling-error"&gt;cinquantennio&lt;/span&gt; e che coinvolge in forma più specifica la televisione .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest’ultima ha cambiato la vita della stragrande maggioranza degli uomini e, da un punto di vista sociologico, è uno dei mezzi di &lt;span id="SPELLING_ERROR_19" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; di massa tra i più diffusi e apprezzati.&lt;br /&gt;Proprio per questo risulta essere anche il più discusso; già da molto tempo, prima &lt;span id="SPELLING_ERROR_20" class="blsp-spelling-error"&gt;Karl&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_21" class="blsp-spelling-error"&gt;Popper&lt;/span&gt; e J. &lt;span id="SPELLING_ERROR_22" class="blsp-spelling-error"&gt;Condry&lt;/span&gt; nel 1994 e, ancora, vent'anni prima Pasolini, si occuparono dell'influenza della &lt;span id="SPELLING_ERROR_23" class="blsp-spelling-error"&gt;tv&lt;/span&gt; sui bambini e sono in corso &lt;span id="SPELLING_ERROR_24" class="blsp-spelling-error"&gt;tutt&lt;/span&gt;'ora indagini e &lt;span id="SPELLING_ERROR_25" class="blsp-spelling-error"&gt;approfondimenti&lt;/span&gt; sulle ore che, soprattutto i bambini, devono passare davanti alla &lt;span id="SPELLING_ERROR_26" class="blsp-spelling-error"&gt;tv&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ma quando è nato questo fenomeno di importanza ormai capitale che, per la sua semplicità d’uso e per il suo basso costo, ha affiancato sempre più &lt;span id="SPELLING_ERROR_27" class="blsp-spelling-error"&gt;efficacemente&lt;/span&gt; la stampa e la radio?&lt;br /&gt;Il termine "televisione" venne stabilito il 10 marzo 1947 durante la conferenza mondiale delle &lt;span id="SPELLING_ERROR_28" class="blsp-spelling-error"&gt;radiocomunicazioni&lt;/span&gt; di &lt;span id="SPELLING_ERROR_29" class="blsp-spelling-error"&gt;Atlantic&lt;/span&gt; City dai delegati di 60 nazioni che, altresì, stabilirono di adottare come &lt;span id="SPELLING_ERROR_30" class="blsp-spelling-error"&gt;abbreviazione&lt;/span&gt; la sigla "TV".&lt;br /&gt;Da allora in poi l’uomo non ha potuto più farne a meno: la troviamo ormai in tutte le case, negli alberghi, nei bar ecc.&lt;br /&gt;Inoltre i contenuti sono stati col tempo &lt;span id="SPELLING_ERROR_31" class="blsp-spelling-error"&gt;perfezionati&lt;/span&gt;, migliorate le immagini e i suoni, arrivando ad avere palinsesti che attirano persone di tutte le età: i bambini guardano con entusiasmo i cartoni animati , gli adulti i &lt;span id="SPELLING_ERROR_32" class="blsp-spelling-error"&gt;telegiornali&lt;/span&gt;, negli ultimi anni sono &lt;span id="SPELLING_ERROR_33" class="blsp-spelling-error"&gt;particolarmente&lt;/span&gt; seguiti i &lt;span id="SPELLING_ERROR_34" class="blsp-spelling-error"&gt;reality&lt;/span&gt; show e le fiction , ma anche &lt;span id="SPELLING_ERROR_35" class="blsp-spelling-error"&gt;miniserie&lt;/span&gt; televisive, documentari, varietà, programmi sportivi ecc.&lt;br /&gt;Per diffondere questi programmi esistono molteplici canali che sono chiamati emittenti televisive, reti televisive, canali televisivi o emittenti &lt;span id="SPELLING_ERROR_36" class="blsp-spelling-error"&gt;tv&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ogni emittente ha un proprio nome che la identifica e un editore che ne cura i contenuti.&lt;br /&gt;La rete per &lt;span id="SPELLING_ERROR_37" class="blsp-spelling-error"&gt;telecomunicazioni&lt;/span&gt; con cui l’emittente televisiva viene diffusa agli utenti può essere di proprietà dell’editore dell’emittente ma anche di proprietà altrui.&lt;br /&gt;Se la rete di &lt;span id="SPELLING_ERROR_38" class="blsp-spelling-error"&gt;telecomunicazioni&lt;/span&gt; è di proprietà altrui l'editore paga per l'affitto della rete; fa eccezione il caso in cui l'emittente viene offerta all'interno di una piattaforma televisiva, in questo caso è il provider della piattaforma televisiva che paga l'editore dell'emittente televisiva per poter offrire l'emittente all'interno della propria piattaforma.&lt;br /&gt;La televisione è uno dei mezzi di &lt;span id="SPELLING_ERROR_39" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; più utilizzati nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mass media&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mass media è un termine di uso &lt;span id="SPELLING_ERROR_40" class="blsp-spelling-error"&gt;internazionale&lt;/span&gt;; si tratta di un'espressione inglese costruita però con una parola latina: media (plurale di medium) che significa “mezzi”.&lt;br /&gt;Questi ultimi sono: giornali, quotidiani, periodici, radio, televisione, cinema, manifesti ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;span id="SPELLING_ERROR_41" class="blsp-spelling-error"&gt;caratteristica&lt;/span&gt; principale dei mass media è quella di utilizzare una tecnologia che consente di inviare messaggi &lt;span id="SPELLING_ERROR_42" class="blsp-spelling-error"&gt;simultaneamente&lt;/span&gt; al maggior numero possibile di destinatari.&lt;br /&gt;I prodotti più moderni e più &lt;span id="SPELLING_ERROR_43" class="blsp-spelling-error"&gt;rivoluzionari&lt;/span&gt; di questa tecnologia sono senza dubbio la radio, la televisione e, in questi ultimi anni, la telematica.&lt;br /&gt;Tuttavia la storia dei media comincia, in realtà, assai prima.&lt;br /&gt;Infatti ad essa &lt;span id="SPELLING_ERROR_44" class="blsp-spelling-error"&gt;appartengono&lt;/span&gt; senza dubbio i geroglifici sugli obelischi egiziani e i &lt;span id="SPELLING_ERROR_45" class="blsp-spelling-error"&gt;bassorilievi&lt;/span&gt; della Colonna &lt;span id="SPELLING_ERROR_46" class="blsp-spelling-error"&gt;Traiana&lt;/span&gt;, così come le sculture e gli affreschi delle cattedrali medioevali.&lt;br /&gt;Addirittura, anche senza risalire ai tempi remoti della storia o della preistoria, si può affermare che il primo dei media moderni sia stato inventato in Germania verso la metà del XV secolo, quando &lt;span id="SPELLING_ERROR_47" class="blsp-spelling-error"&gt;Johann&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_48" class="blsp-spelling-error"&gt;Gutenberg&lt;/span&gt; per primo adottò la stampa a caratteri mobili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il quarto potere: la stampa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’invenzione della stampa va ricondotto lo sviluppo del giornalismo, ovvero quell'attività di raccolta e diffusione di notizie considerate di interesse generale e trasmesse attraverso la carta stampata.&lt;br /&gt;Il primo quotidiano nacque a &lt;span id="SPELLING_ERROR_49" class="blsp-spelling-error"&gt;Lipsia&lt;/span&gt; nel 1660 con il titolo di &lt;span id="SPELLING_ERROR_50" class="blsp-spelling-error"&gt;Leipziger&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_51" class="blsp-spelling-error"&gt;Zeitung&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Quattro anni dopo, in Italia, compariva la Gazzetta di Mantova, che prendeva il nome da una moneta veneziana; la gazzetta, &lt;span id="SPELLING_ERROR_52" class="blsp-spelling-error"&gt;corrispondente&lt;/span&gt; al costo del foglio.&lt;br /&gt;Il giornale si affermò come strumento di &lt;span id="SPELLING_ERROR_53" class="blsp-spelling-error"&gt;divulgazione&lt;/span&gt; durante l'Illuminismo e conobbe un forte sviluppo nella prima metà dell'Ottocento quando in Inghilterra comparvero i giornali popolari a tiratura di “massa”, i cosiddetti penny &lt;span id="SPELLING_ERROR_54" class="blsp-spelling-error"&gt;papers&lt;/span&gt;: fatti di cronaca.&lt;br /&gt;Per il giornalismo furono decisivi gli anni settanta e ottanta dell'Ottocento, durante i quali negli Stati Uniti nacquero veri e propri imperi della carta stampata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giornalismo e opinione pubblica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giornali divennero un potente mezzo per la formazione dell’opinione pubblica e per la costruzione del consenso interno a determinate decisioni.&lt;br /&gt;A fine Ottocento la comparsa di nuovi mezzi di &lt;span id="SPELLING_ERROR_55" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; incise in profondità sulla cultura popolare delle città e delle aree rurali.&lt;br /&gt;I nuovi media nacquero non soltanto con fini di influenza ideologico-educativa, ma per esigenza del popolo.&lt;br /&gt;Durante gli anni del naturalismo, del verismo e del positivismo, infatti, nasce il pubblico di massa, favorito &lt;span id="SPELLING_ERROR_56" class="blsp-spelling-error"&gt;gradualmente&lt;/span&gt; grazie al generale benessere del continente, portato da innovazioni &lt;span id="SPELLING_ERROR_57" class="blsp-spelling-error"&gt;tecnologiche&lt;/span&gt; ed economiche nonché sociali, che sfocia in una &lt;span id="SPELLING_ERROR_58" class="blsp-spelling-error"&gt;scolarizzazione&lt;/span&gt; e quindi istruzione di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le frontiere della &lt;span id="SPELLING_ERROR_59" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel giro di pochi anni gli orizzonti della &lt;span id="SPELLING_ERROR_60" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; si sono allargati grazie alla nuova frontiera raggiunta; la telematica, ovvero la &lt;span id="SPELLING_ERROR_61" class="blsp-spelling-error"&gt;combinazione&lt;/span&gt; di due tecnologie, quella delle tecnologie &lt;span id="SPELLING_ERROR_62" class="blsp-spelling-error"&gt;informatiche&lt;/span&gt; e quella delle &lt;span id="SPELLING_ERROR_63" class="blsp-spelling-error"&gt;telecomunicazioni&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La sua diffusione, il suo sviluppo, sta &lt;span id="SPELLING_ERROR_64" class="blsp-spelling-error"&gt;determinando&lt;/span&gt; una vera e propria rivoluzione, non solo nei sistemi produttivi e nei servizi, ma anche nelle nostre abitudini. In essa si sommano i progressi dei mezzi di &lt;span id="SPELLING_ERROR_65" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; come telefoni cellulari e &lt;span id="SPELLING_ERROR_66" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazioni&lt;/span&gt; satellitari a quelli nel settore informatico dei personal computer, che ormai &lt;span id="SPELLING_ERROR_67" class="blsp-spelling-error"&gt;condizionano&lt;/span&gt; molti aspetti della nostra vita. Infatti, chi oggi dispone di un &lt;span id="SPELLING_ERROR_68" class="blsp-spelling-error"&gt;pc&lt;/span&gt; e di un apparecchio radiomobile come il telefono cellulare può accedere facilmente a internet da qualsiasi luogo esso si possa trovare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le origini di internet e gli sviluppi più recenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo complesso sistema di &lt;span id="SPELLING_ERROR_69" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; è nato negli U.S.A, nel clima politico della guerra fredda, verso la fine degli anni cinquanta, come risoluzione di un problema strategico al centro delle ricerche del ministero della difesa: come mettere in contatto i centri nevralgici del paese nel caso in cui i nodi della &lt;span id="SPELLING_ERROR_70" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; fossero stati distrutti o occupati dal nemico. Così, per risolvere il problema, venne progettata una rete (net) in grado di collegare a distanza, attraverso linee telefoniche, diversi computer per la raccolta e l'&lt;span id="SPELLING_ERROR_71" class="blsp-spelling-error"&gt;elaborazione&lt;/span&gt; di&lt;br /&gt;dati. Questo sistema di &lt;span id="SPELLING_ERROR_72" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; prese il nome, dal nome del centro studi del pentagono(&lt;span id="SPELLING_ERROR_73" class="blsp-spelling-error"&gt;Advanced&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_74" class="blsp-spelling-error"&gt;Research&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_75" class="blsp-spelling-error"&gt;projects&lt;/span&gt;), di &lt;span id="SPELLING_ERROR_76" class="blsp-spelling-error"&gt;ArpaNet&lt;/span&gt;, che utilizzava la &lt;span id="SPELLING_ERROR_77" class="blsp-spelling-error"&gt;trasmissione&lt;/span&gt; di dati da un calcolatore al successivo a catena, collegate come un rombo.&lt;br /&gt;&lt;span id="SPELLING_ERROR_78" class="blsp-spelling-error"&gt;Successivamente&lt;/span&gt;, alla fine degli anni ottanta, iniziò la massiccia diffusione dei personal computer che aprivano le porte dell'accesso a internet a tutta la società; così, dai grandi elaboratori dei centri di calcolo, nasceva l'era - che tra l'altro è &lt;span id="SPELLING_ERROR_79" class="blsp-spelling-error"&gt;tutt&lt;/span&gt;'ora in corso - dei computer da tavolo i quali, attraverso la linea telefonica e un modem, &lt;span id="SPELLING_ERROR_80" class="blsp-spelling-error"&gt;ermisero&lt;/span&gt; di abbattere i confini di accesso alle &lt;span id="SPELLING_ERROR_81" class="blsp-spelling-error"&gt;informazioni&lt;/span&gt; di tutto il mondo.&lt;br /&gt;Con la crescita della produzione e della vendita di grandi quantità di personal computer “famigliari”, la necessità di fare nuove conoscenza della società si sposta dal reale al virtuale e questa spinta si può considerare &lt;span id="SPELLING_ERROR_82" class="blsp-spelling-error"&gt;probabilmente&lt;/span&gt; l’impulso verso i primi &lt;span id="SPELLING_ERROR_83" class="blsp-spelling-error"&gt;social&lt;/span&gt;-network, dove milioni o anche miliardi di utenti possono conoscersi e dialogare attraverso &lt;span id="SPELLING_ERROR_84" class="blsp-spelling-error"&gt;chat&lt;/span&gt; dedicate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="SPELLING_ERROR_85" class="blsp-spelling-error"&gt;Fenomenologia&lt;/span&gt; del sito più &lt;span id="SPELLING_ERROR_86" class="blsp-spelling-error"&gt;cool&lt;/span&gt; del momento: &lt;span id="SPELLING_ERROR_87" class="blsp-spelling-error"&gt;facebook&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che cosa piace di &lt;span id="SPELLING_ERROR_88" class="blsp-spelling-error"&gt;Facebook&lt;/span&gt;?&lt;br /&gt;Ciò che attrae &lt;span id="SPELLING_ERROR_89" class="blsp-spelling-error"&gt;particolarmente&lt;/span&gt; è che è meno impegnativo di altri &lt;span id="SPELLING_ERROR_90" class="blsp-spelling-error"&gt;social&lt;/span&gt; network.&lt;br /&gt;Paolo Ferri, professore di Teoria e tecnica dei nuovi media all'università Bicocca di Milano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non bisogna costruire un proprio spazio, ma basta mettere una foto per il proprio profilo e a tutto il resto pensano gli amici che ci contattano su &lt;span id="SPELLING_ERROR_91" class="blsp-spelling-error"&gt;Facebook&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, oltre a contenere alcune &lt;span id="SPELLING_ERROR_92" class="blsp-spelling-error"&gt;informazioni&lt;/span&gt; personali, la pagina del profilo su &lt;span id="SPELLING_ERROR_93" class="blsp-spelling-error"&gt;Fb&lt;/span&gt; è formata soprattutto dalle novità provenienti dagli amici. Stare su &lt;span id="SPELLING_ERROR_94" class="blsp-spelling-error"&gt;Facebook&lt;/span&gt; è diverso che tenere un blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. Ferri:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Avere un diario su Internet può essere frustrante, soprattutto quando nessuno commenta i nostri post. Su &lt;span id="SPELLING_ERROR_95" class="blsp-spelling-error"&gt;Facebook&lt;/span&gt;, invece, ti senti comunque parte di una comunità a prescindere da come e quanto aggiorni la tua pagina".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò avviene perché ritrovare una persona di cui si erano perse le tracce non è faticoso: basta scambiarsi un saluto, chiedere come va e il contatto è ristabilito; non c'è bisogno di incontrarsi fisicamente o sentirsi per telefono.&lt;br /&gt;A &lt;span id="SPELLING_ERROR_96" class="blsp-spelling-error"&gt;sottolineare&lt;/span&gt; la componente di &lt;span id="SPELLING_ERROR_97" class="blsp-spelling-error"&gt;socializzazione&lt;/span&gt; di &lt;span id="SPELLING_ERROR_98" class="blsp-spelling-error"&gt;Fb&lt;/span&gt; sono anche i gruppi a cui si può partecipare.&lt;br /&gt;Ce ne sono di tutti i tipi: dai più fatui, come quelli che riuniscono i tifosi di squadre di calcio, i fan delle star dello spettacolo, del cinema o di serie televisive, a quelli più impegnati, che seguono campagne umanitarie o battaglie civili.&lt;br /&gt;Su &lt;span id="SPELLING_ERROR_99" class="blsp-spelling-error"&gt;Fb&lt;/span&gt; impazzano anche i giochi e i quiz, sviluppati dagli utenti stessi. Ce ne sono circa &lt;span id="SPELLING_ERROR_100" class="blsp-spelling-error"&gt;cinquantamila&lt;/span&gt; e sono una delle chiavi del suo successo: ci si sfida a colpi di test di &lt;span id="SPELLING_ERROR_101" class="blsp-spelling-error"&gt;intelligenza&lt;/span&gt;, videogiochi e altre amenità simili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Boccia &lt;span id="SPELLING_ERROR_102" class="blsp-spelling-error"&gt;Artieri&lt;/span&gt;, docente di Sociologia dei nuovi media all'Università di Urbino spiega:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span id="SPELLING_ERROR_103" class="blsp-spelling-error"&gt;Facebook&lt;/span&gt; ha sfondato perché meglio di altri &lt;span id="SPELLING_ERROR_104" class="blsp-spelling-error"&gt;social&lt;/span&gt; network riesce a mettere insieme &lt;span id="SPELLING_ERROR_105" class="blsp-spelling-error"&gt;informazione&lt;/span&gt; e &lt;span id="SPELLING_ERROR_106" class="blsp-spelling-error"&gt;intrattenimento&lt;/span&gt; sfruttando la teoria dei sei gradi di separazione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo &lt;span id="SPELLING_ERROR_107" class="blsp-spelling-error"&gt;social&lt;/span&gt; network ti cattura. Per molte persone diventa un passatempo &lt;span id="SPELLING_ERROR_108" class="blsp-spelling-error"&gt;irresistibile&lt;/span&gt; visto che con un solo sito è possibile giocare, informarsi, divertirsi, guardare le foto degli amici, incontrare persone che non si sentono da tanto tempo, &lt;span id="SPELLING_ERROR_109" class="blsp-spelling-error"&gt;chattare&lt;/span&gt; e farsi gli affari degli altri.&lt;br /&gt;Lo dimostra anche una ricerca dell'Università Bicocca di Milano: il 70% degli studenti &lt;span id="SPELLING_ERROR_110" class="blsp-spelling-error"&gt;universitari&lt;/span&gt; fa parte di un &lt;span id="SPELLING_ERROR_111" class="blsp-spelling-error"&gt;social&lt;/span&gt; network e passa davanti a Internet 25-30 ore la settimana, contro le sole cinque dedicate alla televisione.&lt;br /&gt;Il successo di &lt;span id="SPELLING_ERROR_112" class="blsp-spelling-error"&gt;Fb&lt;/span&gt; è talmente dirompente che sta creando alcuni problemi soprattutto in diversi ambienti di lavoro.&lt;br /&gt;C’è chi ha perso il posto per il troppo tempo passato su &lt;span id="SPELLING_ERROR_113" class="blsp-spelling-error"&gt;Fb&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Per questo gli anglofoni lo hanno &lt;span id="SPELLING_ERROR_114" class="blsp-spelling-error"&gt;ribattezzato&lt;/span&gt; '&lt;span id="SPELLING_ERROR_115" class="blsp-spelling-error"&gt;social&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_116" class="blsp-spelling-error"&gt;not&lt;/span&gt;-&lt;span id="SPELLING_ERROR_117" class="blsp-spelling-error"&gt;working&lt;/span&gt;', facendo capire che gli iscritti a &lt;span id="SPELLING_ERROR_118" class="blsp-spelling-error"&gt;Fb&lt;/span&gt; e agli altri &lt;span id="SPELLING_ERROR_119" class="blsp-spelling-error"&gt;social&lt;/span&gt; network non combinano molto sul posto di lavoro, così come gli studenti nelle ore di studio.&lt;br /&gt;Oltre alla carenza di &lt;span id="SPELLING_ERROR_120" class="blsp-spelling-error"&gt;produttività&lt;/span&gt;, un altro rischio legato a &lt;span id="SPELLING_ERROR_121" class="blsp-spelling-error"&gt;Fb&lt;/span&gt; è la violazione della privacy in tutti i settori: dal &lt;span id="SPELLING_ERROR_122" class="blsp-spelling-error"&gt;sentimentale&lt;/span&gt; al &lt;span id="SPELLING_ERROR_123" class="blsp-spelling-error"&gt;professionale&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ormai dobbiamo abituarci a vivere questo grado di &lt;span id="SPELLING_ERROR_124" class="blsp-spelling-error"&gt;sovraesposizione&lt;/span&gt;: con Internet e le reti sociali siamo arrivati a un punto di non ritorno.&lt;br /&gt;Riva:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sarebbe meglio non inserire il numero del telefonino (lo fa un terzo della popolazione di &lt;span id="SPELLING_ERROR_125" class="blsp-spelling-error"&gt;Fb&lt;/span&gt;) o l'indirizzo di casa (un utente su quattro lo mette), a meno che non sia necessario".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da diversi anni a questa parte la stampa, la TV, la radio e, più in generale, tutti i media, hanno dato un &lt;span id="SPELLING_ERROR_126" class="blsp-spelling-error"&gt;inestimabile&lt;/span&gt; contributo alla &lt;span id="SPELLING_ERROR_127" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt;, giusta o sbagliata, di notizie, sfruttando l’influenza che essi hanno su gran parte della popolazione mondiale.&lt;br /&gt;Quello che ho notato &lt;span id="SPELLING_ERROR_128" class="blsp-spelling-error"&gt;raccogliendo&lt;/span&gt; appunti, studi didattici e ricerche più &lt;span id="SPELLING_ERROR_129" class="blsp-spelling-error"&gt;approfondite&lt;/span&gt; è che nel passato, nei primi anni dopo la nascita della stampa, quest’ultima veniva utilizzata per diffondere &lt;span id="SPELLING_ERROR_130" class="blsp-spelling-error"&gt;informazioni&lt;/span&gt; che &lt;span id="SPELLING_ERROR_131" class="blsp-spelling-error"&gt;riguardavano&lt;/span&gt; notizie importanti della propria città e solo più tardi del resto del mondo.&lt;br /&gt;Con l'apparizione dei primi regimi totalitari, nei quali si concretizzò il monopolio dei mezzi di &lt;span id="SPELLING_ERROR_132" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt;, i governi a partito unico che stavano al comando dei diversi Stati &lt;span id="SPELLING_ERROR_133" class="blsp-spelling-error"&gt;utilizzarono&lt;/span&gt; questi mezzi per una propaganda di regime, cercando di inculcare idee razziali e politiche nelle menti della popolazione. Ora, nonostante tutti gli sforzi per superare i primi forti e improntati regimi politici, i notevoli progressi nell’ambito tecnologico e i passi da gigante nella &lt;span id="SPELLING_ERROR_134" class="blsp-spelling-error"&gt;trasmissione&lt;/span&gt; delle parti audio e &lt;span id="SPELLING_ERROR_135" class="blsp-spelling-error"&gt;radiofoniche&lt;/span&gt;, molte emittenti pubbliche o private &lt;span id="SPELLING_ERROR_136" class="blsp-spelling-error"&gt;pubblicizzano&lt;/span&gt; per ore, sia durante programmi televisivi che durante altre tipologie di programmi, prodotti alimentari, cosmetici e beni di largo consumo; ma soprattutto, sui canali più seguiti dai bambini, si vedono réclame di giochi, consolle altamente &lt;span id="SPELLING_ERROR_137" class="blsp-spelling-error"&gt;tecnologiche&lt;/span&gt;, così da &lt;span id="SPELLING_ERROR_138" class="blsp-spelling-error"&gt;condizionare&lt;/span&gt; in particolar modo le menti dei piccoli bambini, oltre a quelle di molti adulti.&lt;br /&gt;Ciò dimostra che il cambiamento della società ha comportato, non solo la possibilità di accedere ad una mole di &lt;span id="SPELLING_ERROR_139" class="blsp-spelling-error"&gt;informazioni&lt;/span&gt; da un sempre maggior numero di canali, ma anche un altro aspetto da non &lt;span id="SPELLING_ERROR_140" class="blsp-spelling-error"&gt;sottovalutare&lt;/span&gt;: la pubblicità sta diventando talmente parte delle nostre vite, da non accorgerci che ci sono alcuni messaggi, spesso indiretti e dunque più sottilmente invasivi, che stanno diventando parte di noi. Se la pubblicità non desse i suoi frutti, allora le &lt;span id="SPELLING_ERROR_141" class="blsp-spelling-error"&gt;multinazionali&lt;/span&gt; non avrebbero ragione di spendere tanti capitali; invece i frutti ci sono e questo significa che attraverso la pubblicità si &lt;span id="SPELLING_ERROR_142" class="blsp-spelling-error"&gt;concretizzano&lt;/span&gt; azioni volte al consumo non ragionato, ma indotto.&lt;br /&gt;I mezzi di &lt;span id="SPELLING_ERROR_143" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; si “prestano” alla pubblicità, diventando quindi media, cioè mezzi, attraverso cui veicolare qualsiasi tipo di messaggio, con tutti i rischi che questo comporta.&lt;br /&gt;Per concludere, dunque, ritengo che l’utilizzo e la fruizione dei mezzi di &lt;span id="SPELLING_ERROR_144" class="blsp-spelling-error"&gt;comunicazione&lt;/span&gt; di massa debbano essere consapevoli, conoscere di che tipo di medium si tratta e, in base a questo, rendersi capaci di porsi in un &lt;span id="SPELLING_ERROR_145" class="blsp-spelling-error"&gt;atteggiamento&lt;/span&gt; critico nei confronti dei messaggi veicolati dai mass media.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783837378636687341-1796039122631342576?l=metropolitanthinking.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://metropolitanthinking.blogspot.com/feeds/1796039122631342576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://metropolitanthinking.blogspot.com/2010/12/comunicazione-mass-media.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783837378636687341/posts/default/1796039122631342576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783837378636687341/posts/default/1796039122631342576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://metropolitanthinking.blogspot.com/2010/12/comunicazione-mass-media.html' title='Comunicazione &amp; Mass Media'/><author><name>[redazione metropolitanthinking]</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04224032655910779055</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783837378636687341.post-826654841400484761</id><published>2009-04-29T16:26:00.000-07:00</published><updated>2009-04-29T17:02:36.022-07:00</updated><title type='text'>Salve!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_UmMlB4vHHDA/Sfjqldez5pI/AAAAAAAAAAc/85hEL8_Pcn0/s1600-h/libro+aperto.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_UmMlB4vHHDA/Sfjqldez5pI/AAAAAAAAAAc/85hEL8_Pcn0/s400/libro+aperto.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330268088282900114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lettori di blog giovani, grandi, medi e piccoli appassionati con voglia di opinioni, navigatori del web, amanti della rete, siamo qui a creare un nostro blog dove tutti possono esprimere i loro pareri, le loro opinioni, il nostro accordo o disaccordo su ciò che accade nel mondo: politico, sportivo, legislativo. La società odierna reprime e censura qualsiasi tipo di pensiero che vada al di là delle futilità. Noi abbiamo creato questo angolo di libera espressione dove  SOPRATUTTO i giovani possono urlare ciò che pensano senza eccedere con parole che vadano al di là dell'educazione e della correttezza. Speriamo solo che siate in tanti ad affluire in questo piccolo spazio in rete e che vi appassioniate: fatevi sentire, scrivete post o contattateci al nostro indirizzo e-mail. Non abbiate paura di far sentire le vostre voci usando un semplice nick-name per rispettare la vostra privacy o, se preferite, scrivete usando la vostra reale identità. Ovviamente accettiamo qualsiasi critica costruttiva o suggerimento per migliorare sempre di più questo piccolo progetto che ci tiene in contatto, al fine di confrontarci su ogni problematica odierna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783837378636687341-826654841400484761?l=metropolitanthinking.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://metropolitanthinking.blogspot.com/feeds/826654841400484761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://metropolitanthinking.blogspot.com/2009/04/salve.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783837378636687341/posts/default/826654841400484761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783837378636687341/posts/default/826654841400484761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://metropolitanthinking.blogspot.com/2009/04/salve.html' title='Salve!'/><author><name>[redazione metropolitanthinking]</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04224032655910779055</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UmMlB4vHHDA/Sfjqldez5pI/AAAAAAAAAAc/85hEL8_Pcn0/s72-c/libro+aperto.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
